La storia di Torchiagina

Torchiagina (mt 220 s.l.m.) sorge sulla riva destra del fiume Chiascio, a nord di Petrignano d’Assisi. Non si conosce l’anno della sua costruzione e le sue origini si perdono nella notte dell’alto Medioevo, prima dell’anno Mille. Inoltre, a causa delle tormentate vicende belliche subite nel corso dei secoli è stata sottoposta a più distruzioni e ricostruzioni fino ad assumere verso il 1300 e 1400 l’attuale fisionomia. Il Nome di Tor-Chiagina compare la prima volta negli anni Decemvirali del 1521 per indicare il il paese che si era formato, a ridosso della proprietà della torre: la Turris Clasina. Prima di allora il paese era chiamato semplicemente Chiagina o Clasina come già compare in un atto notarile del 980 d.C.
Clasina era un piccolo borgo medievale sorto accanto alle rovine di un antico villaggio umbro-romano: il Casalino, che ancora sopravvive nel nome di una strada vicinale dell’attuale Torchiagina e in un terreno detto “Il Casalino” dove ancora oggi, arando, emergono cocci e pietrame antichi. Nel medioevo Il Casalino si sposta progressivamente lungo il Chiasio nei pressi della Torre, in mezzo alle terre bonificate e dissodate dai coloni benedettini di Santa Maria di Valfabbrica e di San Pietro di Perugia, e incomincia ad essere indicato con il nome di Clasina.
E’ certo che verso la fine dell’anno mille vivevano nella zona feudatari di origine longobarda, che avevano mantenuto le loro tradizioni e si rifacevano alle loro leggi: “lex nostra longobardorum” e Stefano di fu Aforo, come risulta da una pergamena del 980 d.C. conservata nell’archivio della Cattedrale di Assisi, era molto probabilmente un signorotto longobardo proprietrio dell’insediamento rurale sul chiascio in Clasina presumibilmente fortificato si perchè località di confine sempre molto contesa sia per la difesa della sua attività produttiva.
Il Chiascio era il confine che separava il Ducato di Spoleto e l’Esarcato bizantino.
Al tempo di San Francesco, nel 1160, contro questi feudatari longobardi insorgerà il popolo del comune di Assisi.
Anche allora i  terreni di Clasina erano rinominati per la loro fertilità e molte nobili famiglie come quella di Maurizio di Francesco e del nonno di Santa Chiara, Offreduccio Scifi ed enti, come l’Abazia di San Pietro di Perugia e la Chiesa di San Rufino di Assisi, possedevano quei terreni e proprietà.
Ulteriori notizie riguardo a questo periodo si possono ricavare dagli scavi eseguiti in occasione del restauro per il consolidamento strutturale della Torre e relativa corte.